IMOGEN in «Cymbeline» III.

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Atto IV, Scena II 

Imogène sola.

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IMOGÈNE: (svegliandosi) Sì,... mio amico... al porto di Milford... quale ne è la via?.... te ne so grado... da quel boschetto?.... e di là, prego, a quale distanza?... Bontà celeste!.... ancora sei miglia?..... tutta notte ho corso..... affè che vo’ adagiarmi e dormire. — Ma taci! qual compagno ho di letto?... oh Dei! oh spiriti celesti!... (vedendo il cadavere di Cloten) questi fiori sono come i piaceri del mondo; e questo sanguinoso corpo è l’emblema dell’umana felicità... Ma spero di sognare ancora... sì, dianzi io sognava; e pareami d’esser massaia di tre buone creature entro una caverna... ma non è nulla; non fu che un’ombra fugace, una vana immagine formata dai vapori del cervello. I nostri occhi talvolta sono ciechi come il nostro giudizio! tuttavia tremo ancora... Ah se in Cielo non è affatto spenta la pietà, possenti Numi, vi prenda compassione di me!... Il sogno ancora mi opprime... anche risvegliata, l’illusione di esso continua... Ma ora sento... un uomo decapitato!.., ah!.. le vestimenta di Postumo?.. sì, le riconosco... sì, le sue membra sono queste... la sua mano, il suo piede... Ma dov’è il ridente suo volto?... un omicidio? un omicidio?... Oh! come?... Tutto è finito... Pisanio, tutto le maledizioni onde Ecuba imprecava ai Greci, e le mie con esse, ricaggiano sopra di te! tu fosti, tu, che insieme all’infernal mostro Cloten hai qui strozzato il mio sposo!... Maledizione! maledizione sopra di te, Pisanio, che la cima hai troncato d’albero sì maestoso!... Oh Postumo! oimè! dov’è il tuo capo? dove? ah! non poteva Pisanio ferirti il cuore senza mutilarti così orrendamente?... ma come il potè egli?.. Pisanio?.. oh scellerato!.. insieme con Cloten egli ha compiuto il delitto... Perfidia e cupidità di guadagno li mossero all’orrenda opera... — Oh! è manifesto, è palese!... E questo liquore, ch’ei mi ha dato come salutare, non l’ho io sperimentato micidiale a’ miei sensi? Ciò conferma i sospetti, e mi convince della reità di Cloten e di Pisanio!... Ah! lascia, lascia ch’io butti nel tuo sangue il mio pallido volto, affinchè quelli che qui ne potessero sorprendere, orridi e deformi ci trovino... Oh mio sposo... mio sposo!