RASUMICHIN in «Schuld und Sühne»

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Parte II, Capitolo IV - Razumìchin e Raskòlnikov. 

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RAZUMÌCHIN: Ascoltami. Ascoltami attentamente: il portinaio, e Koch e Pestrjakòv, e l'altro portinaio, e la moglie del primo portinaio, e la donna che in quel momento sedeva da lei in portineria, e il consigliere di corte Krjùkov che era sceso proprio in quel momento dalla vettura ed entrava nell'androne a braccetto con una signora, tutti, cioè otto o nove testimoni, dichiarano all'unanimità che Nikolàj aveva gettato Dmìtrij a terra, gli stava sopra e lo scazzottava, mentre l'altro lo aveva afferrato per i capelli e gliele stava dando anche lui di santa ragione. Sono distesi lì in mezzo e ostruiscono il passaggio; da tutte le parti li insultano, ma loro ‹come monellacci› (così hanno detto letteralmente i testimoni) si azzuffano, strillano, se le danno e ridono, ridono ambedue a crepapelle, con le facce più buffe del mondo, e poi corrono fuori per la strada, uno a caccia dell'altro, come bambini. Hai sentito? E adesso sta' bene attento: di sopra ci sono i corpi delle due donne uccise, ancora tiepidi, capisci, tiepidi, così come li hanno trovati! Se sono stati loro ad ammazzare, o se è stato il solo Nikolàj, e se per di più hanno rubato nei bauli, dopo averli scassinati, o anche hanno soltanto partecipato in qualche modo alla rapina, lascia che ti rivolga una domanda: come si concilia un simile stato d'animo, vale a dire gli strilli, le risate, quella baruffa monellesca sotto l'androne, con le scuri, il sangue, l'astuzia criminale, la prudenza, la rapina? Hanno appena ammazzato, non più di cinque o dieci minuti prima - perché questo è ciò che risulta: i corpi sono ancora caldi -, e subito dopo, abbandonati i cadaveri, lasciato aperto l'appartamento, sapendo inoltre che poco prima è venuta della gente, e trascurando anche il bottino, essi, come due ragazzini, si rotolano sulla strada, ridono e attirano l'attenzione generale, secondo quanto affermano all'unanimità dieci testimoni! [...] No, mio caro, niente ma. Se gli orecchini, che vanno a finire in mano a Nikolàj quello stesso giorno, costituiscono effettivamente una grave circostanza di fatto a suo carico - nondimeno spiegata nella maniera più chiara dalle sue dichiarazioni, e di conseguenza perlomeno discutibile -, bisogna pur prendere in considerazione anche i fatti a sua giustificazione, tanto più che sono fatti inoppugnabili. Ora, credi tu, conoscendo la nostra giurisprudenza, che quelli terranno conto, saranno capaci di tener conto di un fatto simile - basato unicamente su un'impossibilità psicologica, su un semplice stato d'animo - come di un fatto inoppugnabile e tale da distruggere tutte le prove materiali a carico, qualunque esse siano? No, non ne terranno conto, non ne terranno conto per niente al mondo, perché hanno trovato la scatola e inoltre l'accusato voleva impiccarsi, ‹cosa che non sarebbe spiegabile se non si fosse sentito colpevole!› Ecco la questione capitale, ecco perché me la prendo tanto! Cerca di capirlo! [...] C'è poco da spiegare: è chiaro di per sé! Per lo meno, la maniera con cui si deve ricostruire l'intera faccenda è chiara e dimostrata, e a dimostrarla è stata proprio la scatoletta. Il vero assassino, colui che ha lasciato cadere gli orecchini, si trovava di sopra quando Koch e Pestrjakòv bussarono, ed era chiuso dentro col gancio. Koch ha fatto una sciocchezza a voler scendere anche lui, perché in quel tempo l'assassino è saltato fuori ed è corso giù anche lui, visto che non aveva altra via d'uscita. Sulle scale, per non farsi vedere da Koch, da Pestrjakòv e dal portiere, si è nascosto nell'appartamento vuoto, dal quale Dmìtrij e Nikolàj erano usciti; è rimasto dietro la porta mentre il portinaio e quegli altri salivano le scale, ha aspettato fino a quando non ha sentito più i loro passi, e allora è sceso giù con la massima calma, proprio nel momento stesso in cui Dmìtrij e Nikolàj correvano fuori per la strada e tutti gli altri si erano allontanati e sotto l'androne non era rimasto più nessuno. Forse lo hanno visto, ma non gli hanno badato; quanta gente c'è che va e viene? Quanto alla scatola, gli è caduta di tasca mentre si nascondeva dietro la porta, e lui non se n'è accorto, perché aveva ben altro a cui pensare. E la scatola è la prova più evidente che egli si trovava proprio in quel posto. Così, eccoti tutta quanta la storia vera!