JULIA in «Romeo und Julia» IV.

    Att IV, Scena III 

    Donna Capuleto e la Nutrice escono. Giulietta sola.

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    GIULIETTA: Addio! il Signore sa quando ci rivedremo! Mi sento correr per le vene il gelo della paura, che m’agghiaccia i sensi e il cuore! Bisogna che le richiami, onde rinfrancarmi... Nutrice! Oh! a che verrebbe ella qui? Io sola debbo riempiere quest’atto terribile!... Vieni, fiala che il sopore della morte racchiudi, vieni al mio labbro... ma se nullo fosse il tuo effetto su di me, dovrei io forse legarmi per sempre a Paride? No, no; in tal caso ancora questo ferro me ne preserverà... ei mi posi accanto (deponendo un pugnale)... Che se poi fosse un veleno che il padre Lorenzo m’avesse astutamente ministrato per farmi morire, e sottrarsi al disonore di cui questo secondo matrimonio lo minaccia... se un veleno fosse... ah! tanta perfidia non cape nel cuore d’un uomo che un’intera città ha in conto di santo..... No, non intratterrò sì reo sospetto... Ma se, dopo che sarò deposta nella tomba de’ miei padri, dovessi svegliarmi prima dell’ora prescritta a Romeo per venirmi a redimere?... Oh idea di terrore! Soffocata non rimarrei sotto quell’oscura vòlta, in cui mai non penetra spiro d’aria o di sole? non vi morrei soffocata prima che Romeo giugnesse?... O, se pur vi traessi la vita, non è conforme al vero, che l’orribile idea della morte e della notte, congiunta ai terrori del luogo, fra quei profondi sotterranei, dove da tanti secoli s’accumulano le ossa de’ miei parenti, dove giace Tebaldo nel suo funereo drappo tutto ancora sanguinoso, ov’è fama che gli spettri convengano in certe ore... oimè!... oimè! non è conforme al vero, dico, che troppo presto risvegliata in quei luoghi, fra i gemiti dei trapassati, vi perdessi la ragione?..... E se mi sveglio, non sarò in delirio?..... Ahi! ove, turbata da tante orride visioni, andassi allora frenetica ad insultare agli avanzi de’ miei maggiori, a strappar Tebaldo dal suo lenzuolo, e, deca per demenza, m’armassi d’un cranio dei miei padri per frantumarmene il capo..... Oh! oh!..... che vedo?... Parmi di mirar l’ombra di Tebaldo, che insegne minaccioso il suo uccisore Romeo!... Fermati, Tebaldo, fermati! Romeo, ristarti un istante! Vedi: è liquor di morte; e il berrò solo per te... (cade spossata sul letto)

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